Legal Centre Lesbos



Grecia - Lesbo

 

Il Problema

Persone che raggiungono la riva con disperazione, e una montagna di giubbotti di salvataggio di un arancio brillante: queste sono le immagini che hanno portato l’isola di Lesbo sotto i riflettori internazionali. Era il 2015, e l’isola situata a nord-est del Mar Egeo a soli 5,5 km dalla Turchia diventava una delle arene principali della cosiddetta “crisi dei rifugiati in Europa”, con migliaia di persone che attraversavano lo stretto ogni giorno.

Da allora, la situazione è cambiata, ma non è diventato meno drammatica. Il 18 marzo 2016, una dichiarazione congiunta dell’Unione europea e la Turchia ha annunciato che “tutti i nuovi migranti irregolari che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche a decorrere dal 20 marzo 2016 saranno rimpatriati in Turchia”. Di conseguenza, le isole greche come Lesbo, che funzionavano precedentemente come punti di transito, sono diventati luoghi di detenzione.

La maggior parte dei richiedenti asilo attualmente a Lesbo non possono legalmente lasciare l’isola fino a quando la loro procedura di asilo è terminata. Ciò significa che ogni richiedente asilo deve navigare una procedura complessa che prevede la raccolta delle impronte digitali al momento dell’arrivo, una registrazione semplice ed una completa, prima ancora della programmazione dell’intervista che determina la validità della richiesta d’asilo. Tra una fase del processo e la successiva, si attende per un periodo indefinito, a volte superiore agli 8 mesi.

Tali ritardi avvengono mentre i richiedenti asilo vivono in campi sovraffollati, dove le condizioni di ricezione sono deplorevoli e i diritti umani sono spesso violati. Per esempio, alcuni richiedenti asilo sono trattenuti per tutta la durata della procedura sulla base della loro nazionalità, una pratica che viola indubbiamente il più basilare principio di non-discriminazione. Questo misto di discriminazione e maltrattamento risulta in una frustrazione crescente e gravi problemi di salute mentale, che spesso sfociano in liti, rivolte, ma anche suicidi.

Infatti, le lunghe attese si verificano in una situazione di incertezza alimentata dalla mancanza d’informazioni o dalla diffusione di informazioni false sulla procedura di asilo, accompagnate dalla costante paura delle deportazioni in Turchia, Tra la registrazione completa e il colloquio che determina la validità della richiesta di asilo, si può attivare una “procedura di ammissibilità” per decidere se la persona in questione può richiedere asilo in Turchia. Questo viene fatto a prescindere dalla validità della richiesta di asilo, e nonostante il fatto che la Turchia non è considerata come “un paese terzo sicuro” per i rifugiati dalla maggior parte delle organizzazioni per i diritti umani.

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L’Organizzazione

Il Centro Legale di Lesbo (LCL) è stato fondato nell’estate del 2016 per aiutare i richiedenti asilo a navigare attraverso il labirinto delle procedure legali che incontrano mettendo piede sull’isola di Lesbo. Per fare ciò, LCL dà supporto per le domande di asilo, la ricollocazione e i ricongiungimenti familiari, e fornisce informazioni e consigli su tutte le domande giuridiche che i richiedenti asilo possano avere. Oltre ai singoli casi, LCL identifica ed espone le violazioni dei diritti umani che si verificano sull’isola di Lesbo.

Il punto di forza del Centro legale, oltre alla forte motivazione e l’impegno di ogni membro del team, è la sua indipendenza dalle autorità locali o fondi governativi. Infatti, questo permette al centro legale di intraprendere una strategia davvero basata sui diritti umani, e quindi di ‘esporre gli abusi e proporre cambiamenti. Inoltre, l’indipendenza di LCL dà ai suoi beneficiari la possibilità di parlare dei loro problemi legali liberamente, senza timore di ripercussioni sulla loro procedura di asilo.

Il team del Centro è composto da avvocati e volontari con qualifiche legali provenienti da tutta Europa, ma l’obiettivo a lungo termine è di assumere avvocati greci che sono pienamente riconosciuti all’interno del sistema giuridico greco e che possano quindi garantire l’accesso ai campi. Questo permetterebbe al Centro di diventare sostenibile e radicato a livello locale, in modo che, fino a quando ci saranno richiedenti asilo che raggiungono l’isola di Lesbo questi potranno essere informati gratuitamente, correttamente, e tempestivamente.

 

Thrǣdable & il Legal Centre Lesbos

Thrǣdable è approdato a Lesbo nell’ottobre del 2016 per inaugurare il suo partenariato con il Legal Centre Lesbos. Insieme abbiamo organizzato dei laboratori artistici presso il Mosaik Refugee Support Centre, un luogo che fornisce servizi (come corsi di lingua e musica) per abitanti dell’isola e rifugiati, permettendo così incontri e scambi culturali.

Le creazioni dei workshop sono state presentate in una mostra generosamente ospitata dal Lazy Fish Café-Bar nel centro della capitale dell’isola, Mytilini. L’evento è stato accompagnato dalla sfavillante performance di un cantante burundese e di un attore Afghano. Il risultato? Rifugiati, volontari e gente del posto – che insieme componevano un gruppo in cui tutti i continenti del globo erano rappresentati- hanno ballato e cantato insieme con gioia. L’arte, la musica e la solidarietà non hanno davvero confini.

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Dove vanno i miei soldi?

I fondi raccolti attraverso la vendita della linea “Voci da Lesbo” saranno investiti in un chiaro obiettivo a lungo termine: rendere LCL sostenibile fino a quando ci sarà la necessità di supporto legale sull’isola. In pratica, questo significa avere le risorse per assumere avvocati greci, che siano presenti localmente e che possano lavorare in tutte le loro capacità all’interno del sistema greco per fare davvero la differenza sulla vita dei rifugiati.

 

“Quando si tratta il caso di un rifugiato, si sta trattando il caso della vita di qualcuno. Se vuoi iniziare un lavoro, prendilo tutto o non prenderlo. E loro [il team di LCL] lo prendono tutto e lo prendono a cuore “.

Mohammed, Palestine