AccoglieRete



Sicilia - Siracusa

Il Problema

Nel 2016, circa 25.800 minori stranieri non accompagnati hanno raggiunto l’Italia via mare; approssimativamente il doppio rispetto all’anno precedente. Il fenomeno è contraddistinto dalla quasi totale assenza di un sistema di redistribuzione dei minori che arrivano in Italia e in particolare in Sicilia, verso altre regioni, come invece esiste per gli adulti. Ciò significa che oltre il 40% di questi minori non accompagnati rimane sul territorio siciliano. Anche se i minori non possono essere rimpatriati o espulsi, la loro giovane età li rende molto più vulnerabili su diversi fronti. Il primo è amministrativo: essere minorenne significa non poter  firmare i documenti necessari per la regolarizzazione del proprio status giuridico sul territorio italiano, come ad esempio richiedere la protezione internazionale o qualsiasi tipo di permesso di soggiorno. In assenza dei genitori, i minori hanno quindi bisogno di un tutore legale che li accompagni lungo il faticoso viaggio attraverso la burocrazia italiana. Tuttavia, i frequenti ritardi nella nomina di un tutore legale da parte dei Tribunali competenti, spesso lasciano i minori senza protezione per mesi.

Vivere il periodo dell’adolescenza – un momento critico della vita per chiunque – in una situazione di incertezza ed irregolarità, in un contesto totalmente nuovo e senza la presenza di figure genitoriali, crea indubbiamente delle difficoltà per uno sviluppo personale positivo. Inoltre, il sistema di accoglienza è congestionato a tutti i livelli. I minori stranieri non accompagnati dovrebbero rimanere per un massimo di 90 giorni nei centri di prima accoglienza al fine di ricevere assistenza e servizi di base, come vitto e alloggio, per poi essere trasferiti in centri più piccoli di “seconda” accoglienza, dove dovrebbero essere avviati percorsi individualizzati d’integrazione che permettano loro di essere iscritti a scuola, di  fare sport e altre attività. Questo tuttavia non avviene e i minori trascorrono mesi, in alcuni casi perfino un anno, nei centri di prima accoglienza, dove vivono a stretto contatto con altre centinaia di minori senza poter avviare alcun percorso d’integrazione.

L’attesa prolungata nei centri di prima accoglienza, caratterizzata da una routine vuota, genera malessere nei minori e spinge quelli più irrequieti a fuggire in cerca di nuovi orizzonti. Questo vuol dire però diventare invisibili e più vulnerabili ai pericoli e allo sfruttamento. Eppure, anche a coloro che aspettano con pazienza non è garantita una possibilità di integrazione. Alcuni compiono 18 anni prima di avere ricevuto la nomina di un tutore o di essere trasferiti in centri di seconda accoglienza, perdendo così molti dei diritti che avevano acquisito come minori. Ma  il loro bisogno di sostegno e protezione certamente non scompare nel momento in cui entrano nell’età adulta.

 

L’Organizzazione

Nel 2013, anno in cui l’arrivo di minori non accompagnati ha conosciuto un aumento senza precedenti, alcuni volontari della città di Siracusa, attivi in ​​diverse organizzazioni della società civile, si sono riuniti per cercare di colmare le lacune relative alla tutela di questi giovani. Hanno quindi iniziato a proteggere questi minori diventandone tutori legali volontari, e tessendo una rete di persone con la stessa  vocazione, che oggi conta più di 150 tutori legali volontari. Questa rete costituisce il cuore di AccoglieRete Onlus. Negli ultimi tre anni, circa 1.500 minori hanno beneficiato del sostegno dei tutori legali, mobilitati grazie al lavoro di AccoglieRete.

L’obiettivo principale di AccoglieRete è quello di promuovere la figura del tutore legale e di sostenerla  nei vari aspetti della tutela dei minori stranieri non accompagnati. La figura di tutore promossa da AccoglieRete non solo accompagna il minore attraverso le difficoltà amministrative delle procedure di regolarizzazione, agendo nel suo supremo interesse, così come previsto per legge, ma diventa una persona di fiducia e un punto di riferimento. Questo vuol dire accompagnare il minore nel lungo e variegato percorso di integrazione. Un tutore che non conosce il minore personalmente non può adempiere a questo compito pienamente. AccoglieRete incoraggia quindi una tutela costruita su un rapporto reale, di conoscenza reciproca e di amicizia. Il tutore cerca quindi di ricreare momenti di “vita normale” e di spensieratezza al di fuori della desolazione dei centri di accoglienza sovraffollati. Alcune delle relazioni più forti si possono perfino tradurre in affidamento in famiglia.

 

Thraedable & AccoglieRete

Thraedable ha inaugurato il suo partenariato con AccoglieRete nel dicembre del 2016. Una serie di tre laboratori si sono tenuti a Siracusa, coinvolgendo alcuni dei minori tutelati grazie ai tutori del network di AccoglieRete. L’organizzazione dei laboratori  è stata significativamente facilitata da alcuni tutori che hanno dato un passaggio ai ragazzi! Molti dei partecipanti provenivano da centri di prima accoglienza e i laboratori sono stati anche un’occasione per svagarsi, socializzare e scaricare un po’ d’inquietudine adolescenziale con delle pennellate di colore. Le loro creazioni ricordano immagini dei loro paesi di origine, ma anche della Sicilia, ed usano parole italiane recentemente imparate. Il loro impegno è stato valorizzato durante una mostra piena di colore, generosamente ospitata da Arci Siracusa. I ritmi africani scelti dai ragazzi hanno fatto ballare tutti!

Guarda le foto qui!

 

Dove vanno i miei soldi?

I tutori legali di AccoglieRete non sono necessariamente professionisti nel campo della tutela dei minori, ma cittadini attivi che decidono di assumere tale ruolo su base volontaria. Ciò vuol dire che, oltre a ritagliarsi il tempo necessario per adempiere ai loro compiti di tutela, devono  anche trovare autonomamente le risorse materiali per sostenere i loro tutelati. Non si tratta  solo di un gelato occasionale la domenica, ma anche del  costo di pratiche amministrative che può diventare considerevole lungo tutto il periodo di tutela. Ricordiamo infatti che la maggior parte dei tutori si occupano di più minori allo stesso tempo. Ad esempio, al compimento del diciottesimo anno il permesso per minore età deve essere convertito in un altro tipo di permesso e per far ciò è necessario il passaporto, che può essere richiesto all’ambasciata dei rispettivi paesi d’origine. Ciò vuol dire che i ragazzi devono recarsi a Roma (solitamente più di un volta), con conseguenti  spese di viaggio oltre  quella  della tassa per il passaporto – procedure importantissime che permettono al ragazzo di restare legalmente nel paese e delle quali i centri spesso non coprono i costi.

AccoglieRete vuole aiutare i tutori nell’adempimento di questi oneri , che potrebbero altrimenti diventare insostenibili per un tutore volontario. Gli utili generati dalle vendite della linea di Thraedable dedicata ad AccoglieRete contribuiranno quindi a rendere l’importantissima figura del tutore legale volontario più sostenibile.

Ecco un esempio dei costi:

  • 5 €: permettono ad un ragazzo di contattare la sua famiglia e far sapere che è vivo e che c’è qualcuno (il tutore) che si prende cura di lui;
  • 25 €: mediazione linguistico-culturale ed informativa legale che permette al minore e al tutore di comunicare e di conoscere i  propri diritti e le procedure di regolarizzazione per fare scelte più consapevoli;
  • 70 €:  biglietto del bus per raggiungere l’ambasciata del paese d’origine per l’ottenimento del passaporto.